Ma cosa sono esattamente le carte revolving? Come è possibile farne richiesta? E in che modo poterle utilizzare?

Cosa sono le carte di credito revolving

Le carte di credito revolving sono delle carte di credito che permettono al loro legittimo possessore di poter effettuare delle spese, o delle operazioni di anticipo contante, rimborsando il controvalore a rate (di norma, a metà di ogni mese, o a inizio/fine dello stesso). Le carte di credito revolving si contrappongono così alle carte di credito “classiche”, dove l’importo delle spese effettuate nell’arco di un mese viene addebitato in un’unica soluzione nel mese successivo.

Di contro, le carte di credito revolving, maggiormente flessibili, permettono di fruire di un vero e proprio “mini-finanziamento” da personalizzare, ad esempio, nell’importo delle rate mensili del programma di rimborso, o nel numero delle stesse. Alcune carte di credito revolving, piuttosto elastiche, consentono inoltre al cliente di scegliere se restituire a rate, o in un’unica soluzione, l’importo delle varie spese effettuate.

Come richiedere una carta di credito revolving

La carta di credito revolving è assimilabile a un piccolo finanziamento. Di conseguenza, il suo rilascio è assoggettato alla valutazione della capacità del cliente di rimborsare l’importo speso. Per poter richiedere una carta di credito revolving sarà quindi sufficiente farne richiesta a un istituto emittente compilando l’apposita domanda, e allegando alla stessa:

  • Documenti di identità in corso di validità (carta di identità e/o passaporto)

  • Codice fiscale e/o Tessera sanitaria

  • Ultime buste paga / modello 730 / modello Unico / altra documentazione reddituale eventualmente richiesta

Una volta ricevuta la documentazione di cui sopra, l’istituto di credito procederà nell’effettuazione dell’istruttoria della pratica e, successivamente e in caso di esito positivo, all’emissione dello strumento di pagamento.

Nel contratto di rilascio della carta di credito, vengono inoltre stabiliti alcuni termini di utilizzo, come il circuito nel quale sarà operante la carta (ad esempio Visa o Mastercard), la scadenza (di norma, pluriennale), l’importo delle rate (eventualmente modificabile in un secondo momento sulla base delle preferenze del cliente), il plafond (ovvero, l’importo massimo utilizzabile nel mese), e così via.

Cosa si può fare con la carta di credito revolving

Le operazioni effettuabili con la carta di credito revolving sono le medesime effettuabili con una tradizionale carta di credito. Sarà pertanto possibile:

  • acquistare nei negozi convenzionati muniti di POS fisico

  • acquistare nei negozi online

  • prelevare denaro contante

A differenza delle tradizionali carta di credito, con le carte di credito revolving sarà possibile restituire gradualmente l’importo speso, mediante un piano di rimborso personalizzato.

Man mano che il titolare della carta procederà con il rimborso delle rate, l’originario plafond inizierà a ricostituirsi.

Esempio

Ipotizziamo di avere a disposizione una carta di credito revolving con un plafond di 1.000 euro e di aver effettuato una spesa di 500 euro da rimborsare in rate da 100 euro. Nello stesso mese in cui è stata effettuata la spesa, il titolare della carta avrà a disposizione un plafond residuo di 500 euro.

Quando, nel mese successivo, avverrà il pagamento della prima rata da 100 euro, il plafond andrà parzialmente a ricostituirsi per la quota capitale restituita. Ipotizzando quindi che la rata sia costituita da 85 euro di quota capitale e 15 euro di quota interessi, il nuovo plafond sarà costituito dal residuo del mese precedente (500 euro), oltre agli 85 euro rimborsati con la rata.

Come valutare le carte di credito revolving

Sono numerosi gli aspetti da valutare quando si sceglie una carta di credito revolving. Tra i principali ricordiamo:

  • Tasso: oltre al TAN (Tasso annuo nominale), che rappresenta il tasso di interesse “puro” applicato al capitale utilizzato, è bene confrontare il TAEG (Tasso annuo effettivo globale), indicatori sintetico del costo del finanziamento più attendibile, poiché in grado di inglobare nel suo conteggio anche le spese di istruttoria, di assicurazione, delle eventualità attività di mediazione e altre commissioni.

  • Spese fisse: sono le spese che non dipendono dall’effettivo utilizzo della carta. Fanno quindi parte di tale novero, ad esempio, i canoni annui o le commissioni per l’invio delle comunicazioni di trasparenza.